giugno 2021
giugno 2021
Maria Chiara Arduini + Francesco Zannini
EPISODIO 1
La serie nasce da una collaborazione tra Maria Chiara Arduini e Francesco Zannini che sono amici da tanto tempo.
Tutto è iniziato dal bisogno di raccogliere storie di persone che abbiamo conosciuto insieme, selezionando quelle che colpiscono a primo impatto entrambi. Sono storie sempre legate a persone che lavorano con la terra, che coltivano i campi, che vivono coscienti che esserci è essere a contatto con il mondo. Abbiamo scelto loro perché, fra tutti, sono le più capaci di amare in maniera semplice. Le raccontiamo insieme perché ci sono occhi che non si possono descrivere a parole e ci sono dolori che non si possono fotografare.
La prima puntata parla di Maria Teresa, una contadina di 90 anni di Marina Palmense, che prima di essere moglie di un uomo e madre dei suoi figli è moglie e madre del suo campo.
Si chiama non voler morire
La mia preghiera al vento
Le rovine di questi anni
Bisogna imparare a prendersi cura
Sapere che c’è una fioritura
Aspettare la stagione buona
Si chiama non avere paura
Perdere i capelli e poi
Mettere le mani in tasca
è l’attimo di non solitudine
Che ridona al mondo il bisogno di silenzio
È raccogliere i resti e non curarli
Si chiama essere il proprio volto
La sfumatura perfetta del tempo
Non dimenticare casa propria
Avere addosso le rovine della vita
È un sorriso senza denti
Rimanere fedeli al proprio campo
Al vuoto più profondo.

Cos’è il freddo per chi non ha più le ossa
Diciotto anni senza amore è un dio
che smette di creare il tempo
un uomo disse a una donna ‘per sempre’
il mondo ora dice alla donna ‘mai più’
Un ragazzo dice non è finita ancora
La tua partita con la vita tira verso
Un senso senza tempo a rincorrere la morte
Nebbia delle nebbie è vero nient’altro.

Abbracciare l’abisso senza dirti perché
– un marito e un figlio – quercia e tiglio
Il salice incrinato appena
C’è un velo di bianco su ogni cosa
I vecchi alla fine diventano
La loro stessa nostalgia – l’essere stati prima.

Mariateresa cos’hai inseguito
Tutta l’esistenza senza neanche un lamento
È rimasto un tutto che porta un sentiero
Più breve di un passo incerto
Senza forza tornare ridare amore
C’è un orizzonte che io non conoscevo
Si vede la fine del tuo lavoro
Scomparirà anche l’ultima lumachina
Sarà raccogliere il bene senza più volto.

Quando si fa buio non c’è più
Né verde né sereno
È tutta un vagare la mia vita
Vorrei tu mi insegnassi a restare.
Fotografie, Francesco Zannini
Poesia, Maria Chiara Arduini
Veronica Colombo + Vitali Studio
EPISODIO 1
Il Paradiso come punto di continua partenza, non come meta del viaggio. La poesia come punto di partenza dell’arte, e viceversa.
PAR TENZA PAR è una serie nata dal lavoro di riflessione poetica sulla cantica del Paradiso dantesco, iniziata come ricerca sull’ineffabile e diario di lettura personale. Dall’incontro dell’autrice con due pittori e architetti si sviluppa l’idea di dare un’immagine a parole che tendono al regno dell’inesprimibile e dell’irrappresentabile, quello in cui la fantasia ha più sete di metafore.
Il primo episodio inizia con delle poesie direttamente ispirate al terzo canto. Dopo averle lette, Rocco e Oliviero hanno pensato di spartirsi le pagine di un quaderno e dipingerle, una facciata a testa, del colore a cui ognuno ha associato ogni testo. Ne escono colori e visioni opposte, raccolte poi da Veronica come spunto per ricominciare a scrivere, e rilanciare di nuovo ai due artisti ciò che esce.
Par III
Vetri trasparenti e tersi
acque nitide e tranquille
del mare.
Mare specchio cielo
Tutto paradiso – terra
tra voto e vuoto
e perla bianca – ombra
su bianca fronte.
Come per acqua cupa
cosa grave
fondi persi
specchiati sembianti.
29 novembre
Il nostro è l’errore contrario
a Narciso: credere
ombra la luce più fioca
spenta la voce
vero il vuoto
vano il verso
il viso
dentro-fuori lo specchio.

Disegni, Vitali Studio
Poesia, Veronica Colombo
Veronica Colombo + Vitali Studio
EPISODIO 1
Il Paradiso come punto di continua partenza, non come meta del viaggio. La poesia come punto di partenza dell’arte, e viceversa.
PAR TENZA PAR è una serie nata dal lavoro di riflessione poetica sulla cantica del Paradiso dantesco, iniziata come ricerca sull’ineffabile e diario di lettura personale. Dall’incontro dell’autrice con due pittori e architetti si sviluppa l’idea di dare un’immagine a parole che tendono al regno dell’inesprimibile e dell’irrappresentabile, quello in cui la fantasia ha più sete di metafore.
Il primo episodio inizia con delle poesie direttamente ispirate al terzo canto. Dopo averle lette, Rocco e Oliviero hanno pensato di spartirsi le pagine di un quaderno e dipingerle, una facciata a testa, del colore a cui ognuno ha associato ogni testo. Ne escono colori e visioni opposte, raccolte poi da Veronica come spunto per ricominciare a scrivere, e rilanciare di nuovo ai due artisti ciò che esce.
Par III
Vetri trasparenti e tersi
acque nitide e tranquille
del mare.
Mare specchio cielo
Tutto paradiso – terra
tra voto e vuoto
e perla bianca – ombra
su bianca fronte.
Come per acqua cupa
cosa grave
fondi persi
specchiati sembianti.
29 novembre
Il nostro è l’errore contrario
a Narciso: credere
ombra la luce più fioca
spenta la voce
vero il vuoto
vano il verso
il viso
dentro-fuori lo specchio.

Disegni, Vitali Studio
Poesia, Veronica Colombo
Veronica Colombo + Vitali Studio
EPISODIO 2
Il Paradiso come punto di continua partenza, non come meta del viaggio. La poesia come punto di partenza dell’arte, e viceversa.
PAR TENZA PAR è una serie nata dal lavoro di riflessione poetica sulla cantica del Paradiso dantesco, iniziata come ricerca sull’ineffabile e diario di lettura personale. Dall’incontro dell’autrice con due pittori e architetti si sviluppa l’idea di dare un’immagine a parole che tendono al regno dell’inesprimibile e dell’irrappresentabile, quello in cui la fantasia ha più sete di metafore.
Il secondo episodio inizia con una poesia che riflette sull’opposizione tra poesie d’ombra e luce, quelle dell’episodio 1, e i colori introdotti da Rocco e Oliviero come unico modo per interpretarle senza vincolare il testo a un’immagine. Il colore diventa così nuova prospettiva del fare poetico ed è associato alla distanza tra la percezione visiva di dio e dell’uomo e alla diversa natura della loro luce.
26 aprile
Se non è specchiare parole
— soltanto frammenti
tra buio e bianco —
ma paradiso è anche colore
saprò dire gli opposti
di terra e cielo
le nascite latenti
in altre lingue del mondo.
E sarà
tenerezza e pece
di nero e rosa
sole e viole
lo spettro che non ho mai visto
il volto che non si vede
dentro a vocali già scritte
da un altro.

Par. VII
Non conosce i confini
che l’abisso ha nel fondo
il raggio incolore dall’alto.
Dall’alto un dio ci allontana
e amando asseta la gente.
La luce in terra si imbianca.
Il primo uomo non nacque,
suo figlio ha gli occhi sepolti
e colori estratti a sorte.
Non è ancora adulto il suo amore.
Ma anche nel fuoco
si irraggia il tuo riso.

Disegni, Vitali Studio
Poesia, Veronica Colombo
Veronica Colombo + Vitali Studio
EPISODIO 3
Il Paradiso come punto di continua partenza, non come meta del viaggio. La poesia come punto di partenza dell’arte, e viceversa.
PAR TENZA PAR è una serie nata dal lavoro di riflessione poetica sulla cantica del Paradiso dantesco, iniziata come ricerca sull’ineffabile e diario di lettura personale. Dall’incontro dell’autrice con due pittori e architetti si sviluppa l’idea di dare un’immagine a parole che tendono al regno dell’inesprimibile e dell’irrappresentabile, quello in cui la fantasia ha più sete di metafore.
Il terzo episodio della serie è strettamente legato al secondo: a partire dalle ultime pagine di quaderno, rosse e verdi, Veronica risale alla scena di Purg. XXX in cui appare davanti a Dante, per la prima volta, Beatrice: sovra candido vel cinta d’uliva / donna m’apparve, sotto verde manto / vestita di color di fiamma viva. (31-33). La seconda poesia torna invece al Paradiso, Canto VIII, il canto del Cielo di Venere, dove avviene l’incontro con gli spiriti amanti.
Le pagine di quaderno di Rocco e Oliviero dialogano tra loro in modo più serrato, ripetendo e scambiandosi gli stessi colori, legati come in un trittico al rosso e al verde da cui muovono le poesie d’amore di questo episodio.
Purg. XXX
Tu vestita di fiamma arrivasti
la prima volta apparivi
sempre
dove speranza è colore
di foglia portata dal vento.
Portavi un velo di fede
la morte di tutti i tramonti
l’età che chiamano verde
la usavi come mantello.
Passasti tra i regni tu
come io tra la carta
bianchi, entrambi
rossi del sangue che mano
da mano l’amore non sfrega.

Par. VIII
Gli occhi tuoi contenti e certi
nella fiamma vedono – loro soli –
la scintilla, l’amore che riposa
nei dettagli.
Un raggio ti avvolge
ti cela dagli altri
e voce da voce discerne.
Così dal seme dolce nasce
in terra sterile l’amaro.
Veronica Colombo + Vitali Studio
EPISODIO 4
Il Paradiso come punto di continua partenza, non come meta del viaggio. La poesia come punto di partenza dell’arte, e viceversa.
PAR TENZA PAR è una serie nata dal lavoro di riflessione poetica sulla cantica del Paradiso dantesco, iniziata come ricerca sull’ineffabile e diario di lettura personale. Dall’incontro dell’autrice con due pittori e architetti si sviluppa l’idea di dare un’immagine a parole che tendono al regno dell’inesprimibile e dell’irrappresentabile, quello in cui la fantasia ha più sete di metafore.
L’episodio si apre con una poesia ispirata al canto X del Paradiso, in cui Dante arriva nel cielo del sole, tra gli spiriti sapienti. I toni delle pagine colorate a partire dalla prima poesia evocano l’atmosfera del paradiso terrestre, a cui si ispira la seconda. Nel XVIII canto Dante, giunto nel luogo dell’eterna primavera sulla cima del monte del Purgatorio, vede una figura femminile raccogliere fiori al di là del Lete, Matelda. Si ricorda così di Proserpina, nel momento in cui fu rapita da Ade: nel tempo che perdette /la madre lei, ed ella primavera (vv. 50-51).
Par X
Il cerchio si chiude
e sopra il sole
è dolce sapere.
Splende nei tuoi occhi
il riso che con Dio lotta
per amore e nell’amore
cresce, come il fiume
che si cala dentro al mare.
La gioia è sempre.
Qua dove al mattino
chiami chiedi l’amore.

Purg XXVIII
Tu, occhio di terra
donna bella che giri
di fiore in fiore
dove è il tuo fiume,
la tua primavera?
Tua madre ti cerca
l’alta terra germoglia
senza seme e tu
anche tu ridi, che muori;
l’acqua dimentica.

Disegni, Vitali Studio
Poesia, Veronica Colombo